La déchéance d’un blog, 2: lirismi

… e la perfezione preziosa della rima imperfetta! «Mi plagi, mi plagi!» borbottai scherzoso, mentre mi arrampicavo su per il tubo.

Dammi le dita,

dammene uno,

voglio baciare

questo anemone di mare

che tu chiami anulare.

Dammi le dita,

dammene un altro,

voglio succhiare

questo liquore

che tu chiami sudore.

Dammi le dita,

mettimi il pollice tra le labbra,

dammi la mano,

la voglio tutta nella bocca,

per soffocare

nella nausea dell’amore,

dammi quel braccio tentatore,

giù fino al gomito

così se vomito

vomiterò sul tuo cuore il mio cuore.

(JRW)

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