Un trans chiamato desiderio

Siamo o non siamo cittadini orgoglioni del celeberrimo Bel Paese? Chi infatti non prova invidia per questa landa rossa di Italika passione? Dove altro se non nello Stivale già rinomato per le gastronomiche virtù, si trovano concentrati un Premier stallone e un Governatore di Regione nu pochetto scapricciatiello? Come dire… ce n’è per tutti i gusti… Non sia mai che la Sinistra resti un’altra volta indietro, non fosse altro che per l’irresistibile richiamo del didietro della Brendona! E protagonista il più insospettabile degli insospettabili, così che l’effetto sorpresa sia garantito, con l’aiuto dell’encomiabile e instancabile lavoro di quei segugi sempre all’erta sguinzagliati da un Feltri ogni giorno più schiumante di rabbia e animato da autentica Sete di giustizia. Un vero esempio di giornalismo di inchiesta de’ giorni nostri; così come del resto anche il nostro novello Eroe proviene dalla stessa professione, che già lo rese famoso per quella trasmissione tivù in cui spendeva ogni grammo di passione, allora non sospetta, nel difendere i Diritti calpestati dei cittadini. E oggi di quello che un tempo fu una degna (re)incarnazione di Zorro, senza Macchia e senza paura, non resta se non una tragica Maschera di cartapesta sbiadita e bagnata. Ma non è il caso di sgomentarsi, compagni di merenda: perché tra i punti salienti del programma dell’aspirante [aspirato? NdR] Segretario del PD Franceschini svetta una legge ad hoc contro il velinismo dilagante: prima di tutto la salvaguardia e il rispetto del corpo delle donne, eccheccazzo! Che se poi vengono costantemente umiliate da qualche vizietto di troppo, privato per carità, dei mariti è una questione che attiene alla sfera intima, e non sia mai che si scada nel bieco moralismo o nell’austera e illiberale Repressione. E poi in questi tempi cupi, di crisi mondiale, perché negarsi anche il conforto, se non disinteressato perlomeno verace, di un trans chiamato desiderio?

Ritona

 

 

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