Another cigarette, another day

Qualche anno fa, parlando dei suoi personaggi, Pedro Costa disse: “dovevo fare di Ventura, di Vanda, degli altri*, degli eroi da camera, intelligenti, dolci, tragici”. Per questo motivo, decise di utilizzare una piccola videocamera digitale, per poterli seguire nel “microcosmo di quattro o cinque strade da cui è composto il quartiere” in cui sopravvivono. Per poter catturare e conservare la luce reale di quel posto incredibile, e riconsegnarla insieme “ai volti e alle espressioni” agli spettatori, con un’avvertenza: “bisogna essere allo stesso tempo molto forti e molto fragili per poter sopportare tanto”. Il risultato, per chi ha visto No quarto da Vanda o il successivo Juventude em marcha, è quello di un incantesimo: la forza fisica di quella luce – intatta e impossibile – e di quel buio che la taglia o sopprime, anch’esso naturale (come è naturale che sia in luoghi dove non si è abituati a dipendere dalla corrente elettrica) è infatti insostenibile per un assetto razionale dei pensieri. La violenza delle cose, non mediata da nessuna grazia, ti costringe letteralmente ad abbassare il livello della tua coscienza per non esserne travolto; a disinnescare il pericoloso ed equivoco meccanismo della ragione per liquefarti nell’emozione scissa da ogni giudizio. Di fronte alla pura energia, punk, puoi salvare il tuo equilibrio artefatto solo abbandonandoti al suo impeto. Solo la tensione etica con cui Pedro Costa racconta i suoi eroi può d’altra parte rendere possibile che la visione resti sempre sublime, pur attingendo ampiamente al degradato e al grottesco: il suo è nello stesso tempo lo sguardo dello scienziato che osserva insetti un po’ ributtanti per conoscerli più approfonditamente possibile, e quello del santo patrono che assiste con amore straziato e impotente all’agonia dei suoi fratelli. Nel mondo di Costa la giustizia esiste proprio in quanto è negata. Per tutto questo, con tutto questo, le sue visioni incantano non diversamente da come si fa con un serpente chi – nella sua “realtà” – è abituato ad attenuazioni, ipocrisie, altri tipi meno naturali e innocenti di stordimento. L’incantamento è l’unico esorcismo possibile se non vuoi esserne irrimediabilmente “demistificato”.

* Zita, Zita… Geny, Geny… Nhurro, Pango, Yuran, Chumbito… Paulo, Paulo… Lena, Lena… Vanda, Vanda… Nuno, Fátima, Emilia, Nando… Zeninhas, Zeninhas… Pitrolino, Pitrolino… Julião, Julião…


Questa non è la famosa statua che sta di fronte al Parlamento, ma è bene che ci guardi con questa intensità: se the Great and Glorious avesse vinto davvero, Redo non esisterebbe.

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