Chiuso per vivacità

Dicono che gli esseri umani non hanno cognizione di ciò che accade loro, ma del proprio racconto su quei fatti. La narrazione dell’incidente che ti ha reso l’auto una carriola, per esempio, si sovrascrive all’esperienza (sempre quella che ti rese l’auto una carriola, volendo anche con una “r” sola). E così tu continui a rievocarla pensando invece di rievocare i “fatti” (stupidi, notoriamente, ma non è che neppure tu sia un’aquila). È per quello, allora, che qui da tempo è “chiuso”: q., sovraimpegnato a nuotare nei fatti, non ha strumenti (né tempo, e neppure gli pare sensato) per rifletterci/raccontarli. Sarebbe come una bestia non anfibia, trascinata dalla corrente vorticosa delle rapide, e che contemporaneamente si impegna nella danza del corteggiamento. Per spataccarsi allegra e sensuale contro il primo roccione.

Senza categoria

Comments are closed.